E il Puccia che ci prova con le agenti MEC3 fidanzate
Per la maggior parte delle persone svegliarsi alle sette del mattino è roba normale, ma se considerate che sia sabato mattina, vedrete che inizia ad essere meno normale. Se poi ci mettiamo anche il fatto che sia da due mesi che siete abituati ad alzarvi decisamente più tardi, potrete capire quanto possa rappresentare un trauma.
La mattinata la trascorro nelle mie insolite vesti da impiegato MEC3, giacca, cravatta, slides e numeri di vendita. Il tempo di un pasto frugale insieme alle donnine della cucina MEC3 e poi via, di nuovo nelle mie vesti di tour manager.
Indossati un paio di jeans e una maglietta I love gelato mi dirigo verso Fano. Arrivo in gelateria e indovinate cosa inizio a fare? Mangiarmi un gelato? No. Vedermi il giro d’Italia? No. Chiaccherare con i clienti? No. Palloncini, ma cosa ve lo scrivo a fare.
Verso le sedici arrivano i ragazzi e insieme a loro attendiamo qualche istante, nella speranza che il corso si popoli. La gelateria si trova alla fine del corso principale della città, proprio a lato delle mura Augustee. Fortunatamente il cielo non è limpido e la gente sta iniziando a tornare dal mare. Ci incamminiamo verso la piazza principale, con noi ci accompagna una ragazza che lavora nel bar. Immediatamente scopro avere diciassette anni, argh, gulp, sbam!
L’entusiasmo dei fanesi è folgorante, un’emozione descrivibile quasi come mangiarsi una pasta in bianco da soli in una sera d’inverno tornati a casa dopo una massacrante giornata di lavoro. Detto questo, una volta tornati in gelateria un discreto pubblico si appassiona alla nostra performance, fortunatamente.
Mentre gli altri bevono uno spritz, rapisco il Puccia e lo porto via con me, dobbiamo ritornare a Riccione, stasera verrà con me alla cena della MEC3 al Byblos.
Ritrovo per tutti domani pomeriggio viale Ceccarini RIzzone!