giovedì 3 giugno 2010

Sabato 29 maggio 2010 Gelateria Pino bar Fano



E il Puccia che ci prova con le agenti MEC3 fidanzate


Per la maggior parte delle persone svegliarsi alle sette del mattino è roba normale, ma se considerate che sia sabato mattina, vedrete che inizia ad essere meno normale. Se poi ci mettiamo anche il fatto che sia da due mesi che siete abituati ad alzarvi decisamente più tardi, potrete capire quanto possa rappresentare un trauma.

La mattinata la trascorro nelle mie insolite vesti da impiegato MEC3, giacca, cravatta, slides e numeri di vendita. Il tempo di un pasto frugale insieme alle donnine della cucina MEC3 e poi via, di nuovo nelle mie vesti di tour manager.

Indossati un paio di jeans e una maglietta I love gelato mi dirigo verso Fano. Arrivo in gelateria e indovinate cosa inizio a fare? Mangiarmi un gelato? No. Vedermi il giro d’Italia? No. Chiaccherare con i clienti? No. Palloncini, ma cosa ve lo scrivo a fare.

Verso le sedici arrivano i ragazzi e insieme a loro attendiamo qualche istante, nella speranza che il corso si popoli. La gelateria si trova alla fine del corso principale della città, proprio a lato delle mura Augustee. Fortunatamente  il cielo non è limpido e la gente sta iniziando a tornare dal mare. Ci incamminiamo verso la piazza principale, con noi ci accompagna una ragazza che lavora nel bar. Immediatamente scopro avere diciassette anni, argh, gulp, sbam!

L’entusiasmo dei fanesi è folgorante, un’emozione descrivibile quasi come mangiarsi una pasta in bianco da soli in una sera d’inverno tornati a casa dopo una massacrante giornata di lavoro.  Detto questo, una volta tornati in gelateria un discreto pubblico si appassiona alla nostra performance, fortunatamente.

Mentre gli altri bevono uno spritz, rapisco il Puccia e lo porto via con me, dobbiamo ritornare a Riccione, stasera verrà con me alla cena della MEC3 al Byblos.

Ritrovo per tutti domani pomeriggio viale Ceccarini RIzzone!


Venerdì 28 maggio 2010 Gelateria Le delizie Santarcangelo e Gelateria Gabré Villa Verucchio



Venghino, venghino Signore e Signori, si vince sempre. Inserite il gettone, un gettone due corse!”


Oggi doppia data, doppia gelateria, un solo gruppo, un solo Bino. Per fortuna siamo vicino casa e non abbiamo alcun problema logistico.

 Iniziamo con la Gelateria Le Delizie di Santarcangelo. Io, come al solito, arrivo prima insieme a Cristian, l’agente di zona. Insieme al gelatiere iniziamo a gonfiare i palloncini. Osservando il cielo, iniziano a sorgere le prime preoccupazioni, infondo sul sito di “meteo.it”  davano mal tempo per oggi. Eccoli, sono arrivati. “Oh, raga, siamo un po’ in anticipo, né!”. “Oh Bino, non ti va mai bene nulla”. Permalosi questi artisti, vorrà dire che aspetteranno. E così sarà.

Oggi pomeriggio credo che abbiamo raggiunto un punto che gli astrologi definiscono “Saturno contro”.
Mentre attendiamo che si facciano le 15:30 per iniziare a suonare, scopriamo che dobbiamo rimandare l’esibizione alle 16:30 causa corteo funebre che passerà davanti alla gelateria con relativa funzione nella chiesa alle spalle di essa. Una volta finito il funerale, dopo quasi due ore di attesa sotto i portici dell’ufficio al turismo del comune, inizia a piovere. Poi, nient’altro?

Fortunatamente la vicina di banco del gelatiere, ha un negozio con una bella tenda parasole, o come in questo caso parapioggia, e gentilmente ci offre questo spazio per esibirci. La gente richiamata dalle nostre note si avvicina, chi con gli ombrelli aperti e chi con i bambini in braccio. Peccato aver così poco tempo, dobbiamo scappare nell’altra gelateria.




Lasciata alle spalle Santarcangelo e le sue tende lilla, ci incamminiamo verso Villa Verucchio. Ad aspettarci il signore Gabriele, galvanizzato dall’evento. Oggi infatti è uscito un articolo su Il Resto del Carlino che promuoveva l’iniziativa, con una bella foto di gruppo, proprio come quelle che siamo soliti fare noi. Bene penso io, oggi non ci tocca farla.

Appena entrati, sulla vetrina noto un coccodrillo gonfiabile gigante: un’idea originale per lanciare il nostro nuovo gusto “Ti prendo”, la cui mascotte è proprio un coccodrillo. Suoniamo all’ora dell’aperitivo. Mi immagino essere in spiaggia, per fortuna ha smesso di piovere. I ragazzi suonano per un pubblico ristretto, ma ben fornito.

Finita l’esibizione, Gianni ci lascia perché stasera deve suonare, mentre io e gli altri ci fermiamo per un drink. Insieme ai ragazzi discutiamo di cosa faremo una volta finito il tour, dei nostri nuovi progetti e di collaborazioni future. È bello vedere che dopo due mesi insieme iniziamo a capirci al volo, senza bisogno di tante parole. Bene, ragazzi si è fatta l’ora di tornare a casa. Domani alle otto ho una riunione in Mec3 e poi di nuovo con voi.

A domani 


giovedì 27 maggio 2010

Giovedì 27 maggio 2010

Quando il Bino lavora, il coro...


L'hypocrisie dans la politique
Ce n'est pas bon, ce n'est pas bon (...)
(...) dans la politique
Ce n'est pas bon, ce n'est pas bon (...)
Les dictateurs dans la politique
Ce n'est pas bon, ce n'est pas bon (...)
Du bonheur, du bonheur pour le peuple
De l'amour, de l'amour pour le peuple
Ce n'est pas bon, ce n'est pas bon (...)

Les (...) dans la politique
Ce n'est pas bon, ce n'est pas bon (...)
Les (...) dans la politique
Ce n'est pas bon, ce n'est pas bon (...)
Les dictateurs dans la politique
Ce n'est pas bon, ce n'est pas bon (...)
De l'espère, de l'espère pour le peuple
De la (…), de la (…) pour le peuple

(...) (there are a lot of things in this verse i can’t understand)
C’est aussi y le machine de guerre
(…)
Il travail pour lui
À dix ans, il travail pour (...)
Il lui dit merci
en passant (...)

L'hypocrisie dans la politique
Ce n'est pas bon, ce n'est pas bon (...)
(...) dans la politique
Ce n'est pas bon, ce n'est pas bon (...)
Les dictateurs dans la politique
Ce n'est pas bon, ce n'est pas bon (...)
De l'espère, de l'espère pour le peuple
De la (…), de la (…) pour le peuple"

26 maggio mercoledì Mirandola Gelateria Arcobaleno


Mi dai la penna con la giraffa bianca? Bianca?!? Lorenzo è una zebra, non una giraffa


Fare il tour manager o semplicemente il manager di un gruppo musicale non è cosa facile. Se pensate che sia un buon modo per girarvi il mondo, vi sbagliate di grosso.  Il tour manager è come una mamma, ansiosa e sempre preoccupata per i propri figli. Così come le mamme non vivono la loro vita, ma vivono esclusivamente per i loro pargoli, anche il tour manager pensa sempre ed esclusivamente ai suoi artisti. Sicuramente l’amore di una madre è più puro, incondizionato e rivolto al benessere della carne della sua carne; quello di un tour manager è più rivolto al successo dell’iniziativa. Egli si prodiga affinché tutto sia adeguato per ottenere la massima perfezione per ogni evento da lui organizzato. Per far questo ha bisogno che coloro che alimentano questa macchina, che lui ha messo in piedi, siano al top. Forse il tour manager è come una madre che si loda di quanto siano belli e bravi i suoi figli senza preoccuparsi della loro vera felicità, forse non tutte le madri sono poi così brave, infondo.

Ad ogni modo, a volte bisogna essere severi, anche se a malincuore, come le madri sanno essere. E questo la band lo sa, il profilo greco è stato inventato per questo. Trovare la carica per queste ultime date è difficile, il fatto di non essere più in giro non facilita il tutto. Ma anche per questo esiste il profilo greco.

Oggi, come di consueto nelle ultime tappe, suoniamo all’uscita da scuola dei ragazzini delle elementari per poi proseguire il concerto in gelateria.

La gelateria è la più famosa nel paese che diede lustro a Pico, detto appunto della Mirandola. La gelateria è gestita da Marzia insieme a sua madre e sua sorella. Lo show fila liscio, io e Andrea abbiamo creato una postazione gadget dove distribuiamo penne colorate, palloncini e spillette per i più piccoli.

Fra il pubblico abbiamo due ospiti illustri, il figlio di Marzia e il suo amico. Il figlio di Marzia è un ragazzino appassionato di musica, che non vedeva l’ora di sentire i ragazzi suonare. Le conosce tutte, addirittura ci chiede il bis per il pezzo di Elvis. Il suo amico invece è un figlio di un musicista e come il padre ha il ritmo nel sangue. Per tutto il pomeriggio accompagnerà il Cacco alla batteria. Quando i ragazzi si fermano per una pausa, si mette a piangere. Grandioso!

Il tempo per un gelato e poi un secondo show per i nostri piccoli fan. E anche la quart’ultima data is over. Domani riposo e poi ci aspetterà l’ultimo week end di questa favolosa avventura che ha portato la musica nelle gelaterie. Perché non portare anche il gelato nella musica, si potrà? Poco importa se non ci possa fare, noi inventeremo il modo di farlo.


  

Martedì 25 maggio Formigine Gelateria Alaska



 All’asilo si sta bene, si mangia persino il gelato


Il Bino e il Coro si ricongiungono in quel di Formigine, terra nativa di alcuni membri della grande famiglia MEC3. Oggi suoneremo alla gelateria Alaska, nome molto azzeccato secondo il Puccia per una gelateria perché richiama alla mente l’idea di fresco e genuino, vado a prendermi un cono in Alaska, o magari una bella granita, in Alaska, dove se no?

Ritrovo previsto per le ore 15:30. Io, come al solito, raggiungo in luogo dell’evento prima per poter allestire il punto vendita. Una volta gonfiati i palloncini in gelateria, insieme a Loris, ci dirigiamo verso l’asilo nido del paese, infatti stasera suoneremo alla festa di fine anno. Loris ha allestito un banco per gelati e granite all’interno del giardino della scuola e il ricavato verrà donato alla stessa scuola.  “sciuuu, fate piano, i bimbi stanno facendo il riposino” ci dice la bidella al nostro ingresso. Che bello, il riposino, nei loro lettini, ci posso stare anche io? Se mi metto rannicchiato, forse. Allestiamo il tutto e ritorniamo in gelateria, niente riposino.

Alle 16 iniziamo a suonare davanti alla scuola elementare all’uscita pomeridiana dei bambini e poi via tutti in gelateria. La gelateria è piena di gente, considerando che oggi è rimasta aperta in via straordinaria, oggi sarebbe stato il loro giorno di chiusura, Loris non si può certo lamentare.  

Sarà il cielo azzurro limpido, sarà il caldo e il vento estivo, ma sembra di essere in luglio. Se penso alla prima settimana di maggio, con quel freddo…

Suoniamo per quasi due ore. Durante la pausa mangiamo il gelato di Loris. Su consiglio suo, assaggiamo la banana e la fragola. Una bomba. Frutta fresca allo stato puro, delizioso. Una crema vellutata di frutta, ecco che cos’è.

Ragazzi ci siamo è arrivata l’ora di andare all’asilo. Bene, ci siamo tutti? Mettetevi in fila per due, Lorenzo dai la manina a Puccia. Frei, non spingere, sei sempre il solito. Dario e Gianni, dove siete? Basta rincorrervi!

Al nostro arrivo i bambini ci guardano stupiti, così come i loro genitori.  Man mano che suoniamo i bambini si avvicinano e alcuni di loro iniziano a ballare. È bello vedere che a loro basta davvero un po’ di musica e dei palloncini per essere felici.

Lo spettacolo è finito, Loris è contento, la gente si ricorderà di lui per aver organizzato uno spettacolo musicale in occasione della festa dell’asilo. Noi salutiamo e ce ne torniamo a casa, io sulla megane e il coro, ancora mascherato, sul furgone.

Tutti di nuovo qui, nel modenese, domani alla stesa ora.   


domenica 23 maggio 2010

Lunedì 24 maggio Emilia-Romagna, Italia, Europa, Terra, Sistema solare, Via Lattea, Universo

Il tour si ferma per l'ultima volta prima del rush finale.

Si iniziano a fare i primi resoconti. Con malinconia penso al mio rientro in ufficio. 

Nella mia testa scorrono i volti delle persone di questi mesi, i loro luoghi e le loro storie.

Ancora è presto per essere tutto finito. Ancora è presto.

A domani Coro, a domani I love gelato, a domani mondo.

Andrea

Domenica 23 maggio 2010 Nonantola Gelateria La torre



Ce l’hai un cappellino?

Ogni paese possiede le sue radici, le sue usanze e i suoi personaggi tipici. A Nonantola c’è un vecchio signore il cui nome è Fausto. Ogni domenica si reca alla gelateria La Torre perché Maria Pia, la titolare, ha sempre un piccolo pensiero per lui. A volte gli dona un libro, altre volte un cappellino, oppure una maglietta. A Fausto questi piccoli gesti lo rendono felice, forse non se ne fa nulla di tutto quello che gli viene regalato, ma per un attimo lo fanno sentire importante. Per un forestiero Fausto appare strano, noioso, lagnoso, matto, ma per loro è semplicemente Fausto, il loro Fausto.

“Mi spiace Fausto, non ho più cappellini” “mi dai un cappellino (x 73 volte)” ribatte lui. “Allora Fausto, ti ho dato la spilletta, guarda, ce l’hai il giradischi? Sì, bene. Ti do il disco dei ragazzi che suoneranno, a un patto però, basta chiedermi un cappellino” faccio io.

Nell’attesa che arrivino i ragazzi, faccio compagnia a Maurizio, il marito di Maria Pia, nel bere un fresco bicchiere di Lambrusco. Eccoli sono arrivati. Ma non si dovevano vestire in gelateria? Meglio. Suoniamo tre pezzi e ci avviamo verso le vie del centro. Una volta superato lo storico Vox club ci immettiamo nel mercato organizzato dalla città di Nonantola in occasione del rilancio del suo centro storico.  Riusciamo ad ottenere un buon seguito prima di ritornare in gelateria.  Al nostro ritorno, ad aspettarci una folla di persone, tutte intente a mangiarsi il gelato.

Ma quanto sono buone le creme di questa gelateria? Se vi capita di passare nel modenese, fateci un salto. Vi suggerisco Alex, in onore al nipote appena nato, un fiordilatte di bufala con nocciole e variegato nutella e la crema Girasole: crema italiana con mandorle e cioccolato.

Bene, anche questa penultima parte del tour è fatta. Sono le sette passate, foto di rito e poi tutti a casa. Mentre saluto gli altri e do loro appuntamento a martedì, Maria Pia mi consegna una vaschetta di gelato ben abbattuto da portare a casa. La ringrazio e lei mi ringrazia, è rimasta molto soddisfatta della giornata.

Mi metto in macchina alla volta di Ravenna. Lascio abbassato il finestrino e con la mano disegno delle onde nell’aria. Si sta bene, la gente sta tornando dal mare, se chiudo gli occhi riesco a sentirne il profumo. Finalmente è arrivata la bella stagione. Mi lascio trasportare fino a destinazione da queste belle sensazioni e non penso che fra una settimana sarà tutto finito.