Finalmente arrivo a Bolzano. Sono già le due passate. Un incubo. Qualcuno mi sa spiegare perché i cantieri in autostrada compaiono con i primi week end estivi, quando la gente esce di casa e si sposta? Capisco che con la pioggia sia difficile rifare l’asfalto, però che tempismo.
Oggi suoniamo in questa bella gelateria con un ampio spazio esterno per i tavolini e per le coppe gelato. Insomma la classica gelateria a stampo tedesco, d'altronde non siamo poi così lontani. Un po’ stanco dalla nottata slovena, per fortuna che ha guidato il Puccia, arrivo in gelateria. Gli altri sono ancora in viaggio, anche loro imbottigliati nel traffico, speriamo arrivino puntuali.
Fortunatamente alle sedici siamo tutti pronti per dirigerci in centro. Suoniamo per le vie della città, che ospita un raduno di macchine d’epoca. Ci sono tanti tedeschi, che approfittano di una festività per farsi un bel ponte in Italia. Il sole picchia sui nostri visi e nei miei occhiali si riflettono le montagne che circondano Bolzano.
Arrivati in gelateria, ad attenderci molte persone sedute ai tavolini. Suoniamo per più di due ore, fra coppe gelato, birre, spritz e sigarette. Andrea, il gestore di questa grande gelateria a conduzione familiare, ha persino ingaggiato due fotografi professionisti. Vuoi per timore, vuoi perché non si è sentita all’altezza, ma la mia macchina fotografica ha iniziato a dare i primi segni di cedimento. Non riesce a mettere a fuoco. Si sono rotti i dentini degli ingranaggi dello zoom, sentenzia Dario. E che sfortuna, non poteva resistere ancora una settimana? Poco importa, con qualche pugno riesco a farla funzionare e a fotografare i momenti salienti della performance.
Prima di andare in hotel ci facciamo suggerire alcuni luoghi dove passare la serata. Una volta raggiunto l’hotel Ariston, capisco che stasera non combineremo nulla e che la serata di conclusione tour è stata quella di ieri. Infatti il Cacco rimarrà in hotel a vedersi la finale di champions league. Gianni leggerà un libro in camera e io, Dario, Frei e Puccia andremo a mangiare qualcosa in una birreria in centro. Siamo tutti un po’ cotti a causa delle poche ore di sonno e della nottata di Ljubljana.
Peccato, questa ultima sera insieme me la ero immaginata diversamente, tutti seduti a tavola, con un buon vino a brindare a questo tour. Da domani, ogni sera torneremo alla base; le ultime date, infatti, sono relativamente vicine. L’avventura sta finendo e mi lascio prendere da un poco di amarezza. Se penso alle preoccupazioni di inizio tour sorrido. È sempre così, come le fasi della vita. Più si cresce e più guardiamo ai problemi del passato con il sorriso sul viso. Quanto ci sembravano impossibili le prime interrogazioni al liceo, e quanto abbiamo sofferto per i primi amori e per le prime amicizie. Adesso a ripensarci, ci sembra tutto così leggero, ma allora non lo era affatto.
Stanco e triste chiudo dietro di me la porta della mia stanza, l’ultima nostra stanza di questo tour.
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