Non dovete badare al cantante, quello lì chissà che vita che fa
Lascio casa dei miei genitori e mi avvio sulla strada statale della Malpensa in direzione Milano Laghi. Non sono mai stato a Sondrio e tantomeno in Valtellina, sono curioso di sapere come sia. Gli unici assaggi di questi posti sono stati i pizzoccheri di mia madre e la bresaola comprata al supermercato. Come da una settimana a questa parte il tempo è pessimo. Oramai non ci faccio più caso. La strada che mi porta a Sondrio passa da Lecco e per un breve tratto costeggia il lago di Como. Mi domando se i Lecchesi si siano mai risentiti per questa privazione, potevano chiamarlo il lago di Como-Lecco, anche se suonava più come il nome di un’autostrada oppure il lago di Cole, che ne so.
Arrivo in gelateria e ad attendermi ci sono Massimo, che è anche il titolare di un ingrosso per prodotti per gelateria e pasticceria e Lorenzo. Andiamo a pranzo e parliamo di montagne lombarde, a me sconosciute, e di località sciistiche. Al mio ritorno in gelateria conosco la compagna di Massimo, nonché gestrice del punto vendita. Nell’attesa che escono i bambini da scuola, e dopo aver gonfiato i palloncini come da protocollo, assaggio insieme a Lorenzo diversi gusti in vetrina.
“Eccoli, sono arrivati! Dove li faccio parcheggiare” chiedo a Lorenzo. Peccato che piova. Ma fosse solo la pioggia. Fa freddo e la città è circondata da montagne coperte da diversi strati nebulosi talmente vicini a noi, che se tendi un braccio al cielo puoi persino toccarli. Ad ogni modo fuori dalla gelateria ci sono due bei ombrelloni e una tenda che permettono di eseguire il nostro show. “Oh Frei, come stai?” domando al nostro front man. La sua guancia destra è gonfia, sembra un criceto che immagazzina nelle guance la sua provvista di semi di girasole. Povero, mi dice di essere andato anche al pronto soccorso questa notte. Voleva persino bucarsi la gengiva in un folle tentativo di svenire o guarire del tutto. Chissà che male, lo ringrazio per lo sforzo che sta facendo. Mi dice aver passato una notte insonne, ma anche io stanotte mi sono svegliato in piena notte, senza un motivo apparente, sento forse le angosce della band come mie, come in una sorta di simbiosi? Non ci voglio pensare.
Iniziamo a suonare e i bambini escono da scuola. Di lì a poco un pubblico fatto di mamme e scolaretti dalle cartelle enormi si siedono sotto gli ombrelloni, cercando di ripararsi dalla pioggia e ascoltando la nostra musica. Nonostante il tempo, anche oggi noi siamo riusciti a suonare e la gente a mangiare il gelato. Più tardi arriva anche Massimo, giusto in tempo per le ultime canzoni e la foto di rito. Per ringraziarci ci offre ad ognuno di noi una sporta di prelibatezze locali: il panettone valtellinese e una bottiglia di nebbiolo sempre valtellinese. Grazie Massimo, non dovevi. Oltre a questo ci prenota anche un tavolo in un ristorante tipico dove mangiare i pizzoccheri e delle frittelle di formaggio, di cui non ricordo affatto il nome.
“Bino, ci sei? Andiamo che ora” mi fa Dario, “ok, ok scendo, un secondo e arrivo”. Ceniamo in un ristorantino in centro a Sondrio, solo cibi locali. Serata tranquilla, in cui si discute nel mondo della musica di cosa possa essere considerato commerciale e cosa no. “La prima regola della musica è trasmettere” osserva il Cacco “E dove lo hai sentito? All’università?” ribatte il Frei. Forse ha ragione il Man nel dire che il punto della situazione è che una cosa piace e un’altra no, un po’ come i gusti del gelato o il modo di fare il gelato, ogni zona ha i suoi gusti: a chi piace carico, chi più neutro, chi molto zuccherato e chi molto variegato, insomma, ma di cosa stiamo discutendo?
..sciat..
RispondiEliminaSciat?
RispondiEliminaPalline di grano saraceno ripiene al formaggio fritte
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