sabato 8 maggio 2010

08 maggio 2010 Brugherio Gelateria Il Ranocchio


Non tutti i ranocchi stanno nello stagno


Un bel giorno il piccolo ranocchio si svegliò. Era un giorno come tanti altri. L’acqua nello stagno era sempre lì e in lontananza poteva ancora vedere le montagne. Il ranocchio aveva sempre pensato che quella non era l’unica vita possibile. Un modo per scappare da quello stagno ci doveva pur essere. Tanto tempo fa una signora gli aveva detto che se una bella principessa lo avesse baciato, lui si sarebbe trasformato in un bel principe azzurro e sarebbe vissuto per sempre felice e contento nel castello con la sua principessa. Peccato che in quello stagno di principesse non se ne erano mai viste, soltanto vecchie signore che si fermavano a leggere dei libri o che ricamavano lenzuola bianche.  Poco dopo l’ora di pranzo, si avvicinò allo stagno uno strano personaggio. Era vestito con un grembiule bianco e trascinava un carretto colorato. Il carretto aveva tanti fori al cui interno c’erano delle creme dai mille colori. Il piccolo ranocchio non sapeva cosa fossero e tantomeno aveva mai visto nulla di simile. Un po’ impaurito si avvicino a quel signore, il quale gli porse la mano e lo fece salire sul suo carretto. “Vuoi essere mio amico piccolo ranocchio? Se verrai con me ti insegnerò a fare il gelato. Sai cos’è il gelato, vero?”. Il piccolo ranocchio non sapeva cosa fosse questa cosa che l’uomo chiamava gelato e tantomeno gli pareva che lui fosse una bella principessa, ma pensò che con lui avrebbe potuto scappare da quello stagno. “Addio stagno, me ne vado a fare il gelato” urlò il piccolo ranocchio ai suoi amici pesci.  E così si allontanò con quello strano signore che vendeva gelati, lasciandosi lo stagno alle spalle nella direzione di un paese chiamato Brugherio.

Oggi un simpatico sconosciuto degli ultimi giorni è venuto a farci visita. Coro vi presento il Sole, Sole ecco il Coro.  ‘Sti ragazzi pensavano che non fosse mai esisto il sole al nord-ovest. “Bino, hanno il caffè il gelateria?” “No Frei, dobbiamo andare al bar all’angolo”. Ci incamminiamo verso il bar. “Cinque caffè per cortesia, cosa le dobbiamo?” “Nulla ragazzi, ve lo offriamo noi.” E poi chi è che dice che al nord siamo freddi. Intoniamo i nostri due pezzi in italiano per ringraziare la coppia di baristi.

Arriviamo in gelateria ed iniziamo a suonare nel giardinetto di fronte al locale. Fa caldo si sta bene oggi. Dopo un’ora di show decidiamo di andare a suonare nella piazza del paese. Peccato che ci sia un matrimonio. Decidiamo di suonare nel parco di fronte. Peccato che ci sia una festa per anziani danzanti in versione dancing Le Bollicine di Riccione. E allora ditelo che torniamo in gelateria. Per fortuna che con noi c’era il piccolo Gabriele, che ha tappezzato la città di volantini. Un futuro re delle vendite. Ma Gabri sei ancora piccolo, divertiti finché puoi, dai retta a noi.

Torniamo in gelateria e Frei trascina la band in una serie di canzoni rock and roll per la gioia del pubblico non pagante. Foto di rito e poi via.

Saltata la trasferta novarese, i ragazzi li ho abbandonati al loro destino. Domani alla mezza li attende il pranzo di mamma Nene, che poretta stava già cucinando al mio rientro da Milano. Stasera serata relax in patria, domani saremo a Novara. Voglio che sia tutto perfetto, giochiamo in casa mia.
Il ranocchio loves gelato, yes it does!!!


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