Uhhhhhhhh, Motel Connection
Come al solito, questa mattina mi sveglio è spero che non piova. Cielo nuvoloso che lascia poche speranze.
Faccio colazione a casa e poi parto verso Milano. Speriamo che non ci sia traffico. Speranza vana. Quando si accende la radio e ci si imbatte nelle notizie sul traffico, si sente dire sempre Tangenziale est Milano viale Certosa, Cormano e Sesto San Giovanni. E anche oggi è così.
Arrivo in gelateria e ad attendermi ci sono Mauro e Lorenzo. Andiamo a pranzo e mentre siamo seduti dentro al ristorante, inizia a piovere. E dai, però… L’appuntamento con la band è alle 15.30 in gelateria. Suoneremo all’uscita delle scuole. Per fortuna ha smesso di piovere e un timido sole ci viene a fare visita. Allo suonare della campanella iniziamo il nostro show davanti al cancello della scuola. Non so dirvi se sono maggiormente stupiti i bambini o le mamme. Eseguiamo alcuni pezzi e poi invitiamo tutti in gelateria.
Al nostro arrivo in gelateria, ci sono già diverse mamme con i loro piccoli. Ognuna di loro ha in mano una composizione di carta che i loro figli avranno fatto questa mattina a scuola in occasione della festa della mamma. Suoniamo interrottamente per più di un’ora. La gelateria si trova in una piazzetta al centro del paese, i bambini sono liberi di giocare e di ballare. Man mano che suoniamo la gelateria si riempie. Le mamme addolcite dai regalini fatti dai loro pargoli, sono generose e abbondano di gelati.
Per fortuna il tempo oggi ci ha graziati.
Foto di rito, gelatino per tutti e poi ognuno a casa. Io il Coro ci diamo appuntamento stasera a Milano. Il Dario ci pacca, deve lavorare dice.
In meno di due ore ritorno a Novara, cena, doccia, passo a prendere il Lapo e poi via verso Milano. Prima di arrivare al Leoncavallo, passo a raccattare pure Francesca di Milano. Arriviamo a destinazione e gli altri sono già dentro. Una volta pagato il biglietto di ingresso, dieci euro con lattina di Peroni compresa nel prezzo, stasera suoneranno i Motel Connection, entriamo in questo ambiente pieno di graffiti e scritti sul muro. Una volta nella vita bisogna finirci dentro al Leoncavallo, ma affrettatevi hanno un avviso di sfratto con scadenza il 19 maggio. Attorno a noi una marea di ragazzi: c’è chi parla, chi fuma, chi osserva le bancarelle di immigrati e chi, come il Cacco e Frei comprano un libricino di poesie di un perfetto sconosciuto. “Ciao Raga, vi presento Paolo e Francesca”. “Ma hanno già iniziato a suonare?”. Ci incamminiamo all’interno della struttura nella speranza di capire dove sia il main stage. Ancora chiuso. Nell’attesa ci facciamo due drink.
Ore 00:00 inizia il dj set. I Motel suoneranno dopo un po’. Il locale è pieno, ho perso gli altri, ma poco importa, mi lascio trasportare dalla musica. L’elettronica mi permette di spegnere il cervello e lasciare il mio corpo libero di muoversi seguendo le luci bianche dello strobo. Eccoli, credo di intravedere il Cacco. “Oi Bino, vuoi un po’ di birra?” “No, grazie ho in mano ancora il mio negroni”. Poco più in là vedo Frei e Gianni. Ma il Puccia? Non pervenuto. Non credo che sia il loro genere di musica. Però volevano un locale pieno, eccolo. Ritorno davanti, mi lascio prendere dalla musica. Ciao ragazzi.
Inizio ad avere una discreta fame. Io e il Lapo ci avventuriamo nella zona cibo del centro sociale. In un attimo di incoscienza assoluta ordino un hamburger e me lo mangio. Sopravvivo alla prima mezzora. Decido di guidare io verso casa per godermi questi ultimi attimi di vita, nell’eventualità di essere stato avvelenato. All’altezza di Rho il sonno mi prende. “Lapo guidi te”. Buio. “Oh Andre siamo arrivati”. “Ah, cosa? Dove a Novara? Ok, notte Lapo”
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