mercoledì 28 aprile 2010

Grosseto sabato 24 aprile Gelateria Sweet Kiss


Le ragazze uzbeche sono le più belle, parola di gelatiere
Negli ultimi anni si sente sempre dire alla televisione e sulla carta stampata che la popolazione italiana sta invecchiando. Non si fanno più figli, che i pensionati da anni hanno superato il numero di giovani e che senza l’immigrazione, il nostro bel paese sia destinato a estinguersi. Forse questi sociologi e giornalisti non sono venuti negli ultimi tempi a Grosseto. Una città piena di passeggini e giovani coppie neo genitori.
Arriviamo in città in tarda mattinata. Gli altri si sono fermati per strada a mangiare un panino, tranne il Puccia, che si offre a farmi compagnia per pranzo.  Ci sistemiamo in un baretto alle porte del corso principale.   
Finito di pranzare, lascio i ragazzi a riposare in hotel, che al momento della nostra partenza si era detto un quattro stelle, ma che al finale si è rilevato un misero due stelle, e mi dirigo in gelateria. Suoneremo dopo cena causa chiusura del quartiere per manifestazione sportiva. In altre parole, la gelateria si trova proprio di fronte allo stadio e oggi il Grosseto gioca con il Lecce. Insomma per tutto il pomeriggio la zona è off limits. Incamminandomi verso la gelateria noto un bel cartellone pubblicitario con il sito della gelateria e la scritta “prenota on-line il tuo gelato, te lo consegniamo noi a casa”, però avanti questi gelatieri. Arrivo in gelateria e chi ci trovo? Antonio Chiera, che piacevole sorpresa. Scambiamo quattro chiacchere con il titolare e poi mi congedo perché oggi inizieremo a suonare alle 18 per le vie del centro.
Eccoci pronti. Iniziamo a percorrere il corso principale che porta alla piazza del duomo, quanta gente. Per fortuna il brutto tempo ha lasciato spazio a un bel sole caldo. La gente entra ed esce dai negozi, si ferma ad applaudire. La frenesia della settimana lavorativa sembra un lontano ricordo, oggi ci si rilassa e ci si concede un piccolo regalo nel nostro negozio preferito. Frei prende in mano la situazione e si ferma a suonare in mezzo alle persone, imbarazzamente stupite. Arriviamo in piazza e ci congediamo una pausa alcolica.
Riprendiamo il nostro giro e nella via del ritorno in un vicoletto notiamo una marea di ragazzi che stanno prendendo l’aperitivo, vuoi non fiondarci? Iniziamo a suonare rock the casbah, those boots. Guarda come ci sta guardando quelle biondina là, ciao come ti chiami? Paola, ciao. Due tipi iniziano a dimenarsi intorno a noi si è creato un cerchio, i ragazzi si meravigliano che tutto questo sia organizzato da una gelateria. Sul più bello, Frei spegne l megafono e se ne va. Bisogna fare così, dice, andare via prima che la gente si scocci.
Ritorniamo al furgone, caspita sono già le 20. Tra mezz’ora iniziamo a suonare in gelateria. Il tempo di stappare una bottiglia del suo vino. Caspita, nonostante i venti giorni in giro per l’Italia è ancora buono, anzi sembra migliorato. Forza raga, andiamo!
Eccoci in gelateria. Poca gente, speriamo sia per il fatto che sono appena le nove. Infatti da lì a poco la gente inizia a radunarsi. I ragazzi non si fermano più, poi stasera abbiamo anche lo special guest: Antonio Chiera. Vanno avanti fin dopo le undici, ma finiranno mai le forze  mi domando, va bene che ieri hanno saltato la data, però.
Ritorniamo in hotel per una doccia veloce poi io, Puccia, Frei e Dario ritorniamo in gelateria e andiamo fuori a cena con il proprietario. Birrozza e grigliata mista in una birreria tipica bavarese fuori città. Alla proposta di una scappata in disco, ci guardiamo con aria stranita, a dire il vero si guardano gli altri, perché io mi sono già addormentato sul tavolo del locale.
Buonanotte Grosseto, grazie per i tuoi bambini e per la tua accoglienza.
We love Grosseto, we love gelato.   


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