CHIUSO PER PIOGGIA
Eccola. Ancora lei, preparati. Uno, due, tre. Concentrati cazzo, focalizza il pensiero su ogni singola cellula del tuo corpo. Le senti? Si espandono, si dilatano. Sì, le sento, stanno respirando. Uno, due, tre. Respirate tutte insieme. Uno, due, tre. Eccola! Riuscite a sentirne il rumore? Dobbiamo affrettarci. Ragazze, uno, due, tre. Più aria, ancora. Dai, sta arrivando. Oddio è vicina, non la vedete? Uno, due, tre. Dilatatevi, riempitevi, ancora, ancora. Stop, ferme, la vedo. Pronte, chiudetevi. Pronte, pronte. Sigillatevi, eccola. No.. Fredda, gelida. Non vi sento. Mute, chiuse. Muoio.
Osservo il mare. Vi siete mai chiesti se i sassi vivono? Provano forse dei pensieri? Si ricordano di noi? Patiscono il freddo, e il caldo? Hanno voce per raccontare le cose che hanno visto?
Piove e la pioggia cade ritmicamente nelle acque del mare. I ragazzi stanno provando due nuovi pezzi nella veranda coperta del bed and breakfast. Li saluto, mi reco in gelateria per comunicare la sospensione della data. Ritorno dopo un’ora con una cassa di acqua e della frutta.
Abbiamo avuto una gran infanzia punk, noi. “Io ascoltavo i Peter Punk, i Moravagine” sento dire “E chi cazzo sono?” chiedo io. Sono sempre stato aperto a conoscere nuovi gruppi e a sperimentare, però alcuni generi non li capisco. Molte canzoni sono fastidiose, assordanti. Come si fa a dire che siano belle? Forse esiste un gene per comprendere alcuni pezzi della storia della musica, oppure è una questione di etichetta? Ci si sente qualcuno nel dire di ascoltare alcuni gruppi?
Siamo tutti uomini brand.Ognuno di noi è quello che veste, compra. Non crediate a coloro che vi dicono con certezza che l’essenza di ognuno di noi sia nella nostra anima. Balle, fandonie, parole al vento. Noi siamo quello che vogliamo che gli altri vedano di noi. È molto semplice la questione. Se non fosse così, allora non esisterebbe l’invidia, la delusione, il disincanto.
Oggi il Cacco mi ha insegnato la postura corretta nel suonare la batteria. Se teniamo conto che ho imparato gli accordi della canzone del sole con il benjo, domani posso cimentarmi con la fisarmonica. Sax e trombone necessitano un contatto troppo intimo per essere approcciati.
“Oh raga avete finito di provare? Magari alla bambina della padrona da fastidio, sono già le nove di sera. Dormirà no?” “Ma va là, i bambini piccoli non dormono a quest’ora. Poi se ha fatto il riposino nel tardo pomeriggio, non si addormenterà prima delle undici” dice Dario.
Lungomare di Civitavecchia, Io,il Lori, il Frei, Dario e Puccia. Special guest la pioggia, il mare e il nulla. Cena senza grandi soddisfazioni. Molto meglio il posto di oggi a pranzo, pensiamo tutti al’unisono. Il Frei si informa da un gruppo di ragazzi seduti ancora a tavola sui locali. Ci dicono che ci sia la festa in un pub fuori città. Ci guardiamo, voglia zero. Siamo stanchi. Torniamo al B&B. Io e Puccia concordiamo un orario per andare a correre. Caspita oggi il Puccia non ha mangiato il gelato, domani piove. Cazzo, no, speriamo di no. Un’ultima occhiata alle previsioni meteo. Non sono confortanti. Le associo all’oroscopo. Parole scritte per magre consolazioni di creduloni e per cuori in cerca di conforto. Paragrafi spiccioli per passatempi insignificanti.
The show must go on.
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