giovedì 20 maggio 2010

20 maggio 2010 San Vito al Tagliamento Gelateria alla Rosa


We bambina hai preso la spillEEEtta?


Oggi lasciamo il Veneto per toccare la quartultima regione di questo nostro tour: il Friuli. Suoneremo in un paese in provincia di Pordenone, alla Gelateria alla Rosa, che si trova in una via contenente il nome rosa, situata vicino alla chiesa della Madonna della Rosa, a lato della quale si trova una frazione di nome rosa, in cui ci abita una signora di nome Rosa, che in questo  periodo primaverile cura con molta passione e dedizione le sue rose.

 “È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa, che ha fatto la tua rosa così importante”.

Le cose che ci piacciono per davvero, quelle che mentre le facciamo il tempo vola, per le quali siamo disposti a svegliarci presto, a fare tardi, a incastrarci fra i mille impegni quotidiani, sono tali per il tempo che ci dedichiamo. “Le cose buone necessitano del tempo” diceva sempre mia nonna, quando ancora non esistevano i quattro salti in padella Findus. Ad essere sinceri, le cose buone possono essere anche veloci, e non parliamo solo in ambito gastronomico. La questione è il tempo, inteso come passione, che spendiamo per farle. I nostri progetti risultano essere speciali agli occhi degli altri per l’impegno con cui sono stati fatti. Questo, infondo, è anche il segreto di un buon gelato. Quando entriamo in una gelateria, i colori che ci avvolgono, i profumi, il sorriso del gelatiere e la cura con cui ci prepara il nostro cono, quelle sono gli elementi che fanno la differenza.

Amedeo è uno di questi gelatieri, che sorridono ad ogni loro cliente. Oggi suoneremo da lui e per i suoi piccoli consumatori, i bambini della scuola elementare del paese. Sono stati avvisati con anticipo della nostra presenza e sappiamo che accorreranno numerosi oggi pomeriggio.

Dopo la mia consueta visita mattutina in gelateria mi dirigo verso l’hotel. Al mio arrivo non scorgo il furgone dei ragazzi, strano: siamo partiti insieme, penso. “No, guardi a noi non risulta nessuna camera a nome suo, ma è sicuro di averci chiamato?”.  Certo che lo sono, peccato che abbia sbagliato hotel.  Michele ha cambiato all’ultimo le prenotazioni e io ho stampato la lista vecchia. E poi cosa leggo nelle note dell’ hotel? P.S: Il Bino è scarso a calcetto e risolve gli indovinelli con l’iphone. Se il Cacco non facesse la spia…

Eccolo lì l’hotel giusto. Il tempo di pranzare, sistemare dei documenti e poi via tutti in gelateria. “Grazie signora, sì sono molto bravi”.  Suoniamo per due orette con una pausa forzata, causa processione funebre. Foto ricordo e poi di nuovo tutti in hotel. Come al solito dimentico il compressore in gelateria e mi toccherà andarlo a prendere dopo cena. Oggi ho anche il tempo di farmi una corsetta (pronunciata con un forte accento milanese ndr) nel parco.

“Pronto? Bino albino, il Bino?” “Sì, dimmi Frei, ero sotto la doccia, cosa c’è?” , “No, è che noi saremmo già qua sotto, al ristorante dell’albergo, mangiamo qua, ok?” “Va bene, dai dieci minuti e scendo”. Serata  casalinga e poi tutti in camera. Riposiamo per il nostro ultimo fine settimana in viaggio insieme. Di già?  Infondo si sta come d'estate sull'asfalto il gelato.


2 commenti:

  1. Si sta bene invece,dovevo solo trovare una conclusione che giustificasse questa foto.

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  2. Dopo Joyce e Ungaretti potresti cimentarti in un esercizio di stile alla Kerouac.. ci pensiamo noi a offrirti l'ispirazione!

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