sabato 10 aprile 2010

6 data: Gelateria caffetteria Martinucci Gallipoli (LE) 08 aprile 2010


Gallipoli 08 aprile 2010 Il mondo del tour parallelo
 “In che posso ubbidirla?” disse Don Rodrigo, piantandosi  in piedi nel mezzo della sala. Il suono delle parole era tale; ma il modo con cui eran proferite, voleva dir chiaramente, bada a chi sei davanti, pesa le parole e sbrigati. Capitolo VI I Promessi Sposi
Seduti sulla terrazza del palazzo Angelelli. Vinello gentilmente offerto dal Frei. I ragazzi discutono su come arrangiare i pezzi. Parlano di strofe, entrate quadrate, ovetti e rullanti. Capisco poco, ma ascolto con attenzione la discussione.
Oggi giornata in quel di Gallipoli. Per fortuna il vento ci ha abbandonato e troviamo una bella giornata primaverile.  Mattina all’insegna dell’organizzazione tecnica e dell’allocazione “tetrisiana” dei bagagli nel vano della Megane. Pronto per partire verso Gallipoli. Viaggio easy all’insegna di mille telefonate, fra permessi, clienti da contattare e Cookies party.
Arrivo a Gallipoli e come nella scena di un film, inizio a percorrere a ritroso la strada appena percorsa, scendo dalla macchina, entro in hotel, prendo l’ascensore, giro la chiave della camera 602 ed ecco che vedo lì, proprio dietro al tavolino il carica batterie con le pile della macchina fotografica, porca tr@**! Chiedo informazioni al benzinaio e trovo subito un Unieruro e provvedo alla mia furbizia.
Il navigatore mi porta senza problemi al B&B. Trovo in fase trasloco i ragazzi. Li saluto e conosco la proprietaria di questo bellissimo palazzo nel centro di Gallipoli. Mi accerto delle condizioni dei due malati e mi rincuoro di udire da loro solo belle notizie.  Sistemiamo i nostri bagagli, lasciamo i documenti e corro in gelateria.
Suona per l’ennesima volta il cellulare, la signora Zamboni del comune di Verona. Ancora? È peggio di un parto . Riusciremo mai a esibirci in questa benedetta gelateria? Mi domando. Ancora con le mie cuffie bianco brillante, entro in questo bel locale sul corso di Gallipoli e accenno un saluto al gestore, Roberto.
Insieme a Massimo decidiamo il percorso da fare e ci concediamo, non prima di godere di un ottimo Aperol offertoci dalla casa. Ci fermiamo in un ristorantino e mangiamo un risotto al pesce senza arte né parte. Mi congedo da Massimo e rientro nel B&B.
Nell’attesa dell’esibizione, trascorro il tempo fra telefonate e mail. Il Caco mi dice che oggi la mia giornata è stata molto P.R. Cosa intenderà? Non lo so, dopo lo dirà anche a Massimo e io lo correggo dicendogli che lui più che P.R., a differenza mia, deve vendere. Io direi molto più hard seller.
Ore 16.40 siamo pronti, usciamo dal palazzo e in pochi passi siamo sul corso.  Iniziamo a camminare su un corso semideserto e ci imbattiamo in un palchetto di comizi elettorali. Troppo invitante… Il Frei si fionda su di esso e gli altri a coda. Suonano Rock the Casbah… Vorrebbero continuare con altre canzoni, ma li fermo. Ci vogliono in gelateria. Ad attenderci già parecchie famiglie e bambini in preda alla follia del palloncino.
I ragazzi si iniziano ad esibire e io mi godo un gelato, fra foto, video e spillette. Oggi la gente c’è, un po’ fredda, ma c’è. Dalla prossima data decido di fare anche l’animatore non solo il fotografo. Il Cacco propone anche di truccarmi, vedremo.
La data si svolge in maniera tranquilla e piacevole. I bambini ballano e giocano con i palloncini. Una breve pausa gelato/birra e poi suoniamo le ultime canzoni. Foto di circostanza e via al B&B.
E ritorniamo così all’inizio del racconto. Tutti qua seduti, sulla terrazza del palazzo Angelelli. Del buon vino e una musica qualunque di sottofondo. Adesso discutiamo di ingaggi e costi di viaggi su aerei privati. Mi viene la tentazione di chiederlo a GE, ma subito capisco di quanto sia idiota la mia tentazione.
Sono le 21.30, decidiamo di andare a cena. Girovaghiamo per Gallipoli vecchia, o meglio, io non mi accorgo di nulla, sono praticamente sempre al telefono. Alla fine, dopo mezz’ora di cammino, siamo al punto di prima. Due passanti ci consigliano una pizzeria praticamente a fianco al posto dove siamo noi. Pizzeria Al solito posto: uno schifo totale, non tentiamo neppure di bere il caffè là dentro.  Tornando a casa Dario si ferma a bere il caffè  in un chioschetto dove vendono gelati. Sulla vetrina, appeso il nostro palloncino di I Love gelato, che strano, sorrido.
Appesantiti torniamo al nostro palazzo. Il tempo di vedere alcuni video delle nostre performance e poi ognuno nelle proprie stanze.
Domani ci aspetta un lungo viaggio, verso una nuova tappa: Reggio Calabria.
I love gelato continua

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