domenica 2 maggio 2010

29 aprile 2010 Viareggio Gelateria Anisare

So tanto bellini codesti costumi

Si torna a Viareggio. I segni della terribile tragedia dello scorso anno sono indelebili, ma non traspaiono dagli occhi dei suoi abitanti. Arrivo a metà mattinata in hotel, ad attendermi Vincenzo in tenuta estiva I love gelato. Il tempo di posare le valigie in camera e di salutare i titolari dell’albergo Spinelli, e via a volantinare tutto il lungo mare. Oggi è giorno di mercato. Sembra estate, un sole caldo, la gente si scopre in spiaggia e i bagnini indaffarati a sistemare i loro stabilimenti.
Sul lungomare di Viareggio ad ogni 10 metri credo che ci sia una gelateria, o comunque un bar/ristorante che venda anche il gelato, impressionante. La nostra gelateria è una storica, Anisare, gestita dal fratello di Susi di Prato. Non tutti sanno che Anisare, il nonno, è stato un famosissimo gelatiere della zona e la tradizione di questo gelato artigianale è stata tramandata ai nipoti.

Finita la nostra opera di volantinaggio, ci concediamo un pranzetto sul lungo mare per poi ritornare in albergo in attesa di iniziare a suonare alle sedici del pomeriggio. I ragazzi del coro stanno in un altro hotel, ci vedremo più tardi in gelateria.

La gelateria si trova sul lungo mare di Viareggio, un bel locale con una verandina intima dove gustare con tranquillità il gelato. Iniziamo a suonare e dopo circa un’ora decidiamo di percorrere la via del mare. Ci fermiamo in diversi posti, per poi approdare al bagno Irene, dove ci gustiamo un aperitivo al tramonto. Che pace: sole, mare e alcuni corridori sulla spiaggia. Eseguiamo una canzone per congedarci e ritorniamo in gelateria.

Al nostro rientro una carrambata: Susi e Stefano di Anisare di Prato sono venuti a trovare il parentado a Viareggio. Si suonano gli ultimi pezzi e poi foto ricordo tutti insieme.

“Oh raga, passo io alle otto e mezza, andiamo a Forte” urlo io al Coro che si sta allontanando verso l’hotel. Il tempo di una doccia veloce, di regalare una maglietta I love gelato alla ragazza carina della reception dell’hotel e poi via verso il gruppo. Ceniamo a Viareggio non lontani dall’hotel. Serata tranquilla, ci godiamo questo assaggio di estate. “Lapo allora lunedì prossimo giochiamo a calcetto contro la band in tour con me, ok, ci sei? Avvisi te il Moli e l’Ema?”. Ragazzi siete spacciati. Il Bino sta mettendo in piedi una formazione, non dico da serie A, ma almeno da B, e vi spaccherà le gambine. Vi pentirete di essere venuti a Novara. In poche parole passo circa mezz’ora al telefono ad organizzare il tutto. “Lo sai che bastano quattro telefonate a quattro contatti della tua rubrica e puoi ottenere quello che vuoi, è una regola di marketing, non lo sapevi Bino?” mi fa il Cacco “No, Kotler non me lo ha insegnato, scusa Lori” rispondo io.

Ritornando alla macchina, presi dalla vena calcistica, improvvisiamo una serie di dribbling e contropiedi con una bottiglietta dell’acqua. Bella Raga, tutti a Forte. Saliti in macchina ci dirigiamo verso la capitale della bella vita versiliana . Peccato che nessuno ci avesse avvisato che Forte, Lido di Camaiore e Marina di Pietrasanta in questo periodo, di giovedì, fossero più deserte del parcheggio della MEC3 di domenica mattina. Decidiamo di fermarci nell’unico locale che dia segni di vita umana. “Cosa prendete?” “Cosa? Un cocktail con il cetriolo?” “Per me un mojito, voglia di estate e il mojito è estate!”. Ci sediamo fuori e intavoliamo un discorso fatto di gelati, droghe sintetiche, tabacco e Amsterdam.

È l’una e decidiamo di tornare in albergo. Ciao Viareggio, domani si riparte per l’ultima data in Toscana. Forte dei Marmi ci vedremo questa estate, però su un po’ di vita, mangiati qualche gelato.


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