mercoledì 19 maggio 2010

19 maggio Vittorio Veneto Gelateria Il Buongelato



Sei già dentro l’happy hour, dove vivere costa la metà (Luciano Ligabue)

Anche i coni volano

Notte.

“La signora pensa che stiamo uscendo senza pagare”, faccio io agli altri posizionati in fila davanti al ristorante.  Iniziamo ad intavolare, anche se oramai non più seduti, discorsi di musica e di marketing. Si è fatto tardi, il ristorante sta chiudendo e a Vittorio non c’è nulla, si torna in hotel.

“Raga, un attimo di pazienza, stanno arrivando”. A cena con noi ci saranno Davide ed Elisa, rispettivamente uno dei migliori amici del mio coinquilino e la standista tanto carina che mi colpì alla mia prima fiera con la MEC3.  “Hanno detto che conoscono un posto dove si mangia il pesce”.  Che arietta fresca. È stata una bella giornata di sole, ma evidentemente si sente che siamo ad un passo dalle Alpi. Vittorio la conosco bene, abbiamo soggiornato qua in occasione dell’ultima fiera del gelato di Longarone. Cittadina tranquilla e molto curata.

“Ok, raga ci vediamo alle sette e un quarto, di sotto. Poi ape”. Non ce la farò mai, penso. Carica le foto, scarica i video, controlla le mail. Ma come mai ci siamo ridotti così? Io, come voi, facciamo parte di un sistema. Facendovi parte non riusciamo a capirne alcune cose, che emergono nel momento in cui cerchiamo di estraniarci da esso. Nasciamo, andiamo a scuola, università , il primo lavoro, la prima macchina, il mutuo, la casa, se ci va ci sposiamo, facciamo dei figli affinché facciano le nostre stesse cose. Da cosa deriva questo ciclo? Andiamo sempre di fretta, avete voglia voialtri di inventare il movimento dello slow food. Quando facciamo una cosa, dobbiamo subito comunicarla a qualcuno, la uploddiamo su Facebook, diciamo. Se non vivi le cose e le condividi immediatamente, sei out. Viviamo i nostri momenti per comunicarli, ma i momenti non andrebbero vissuti per emozionarci? Da cosa nasce tutto questo nostro desiderio di comunicare, comunicare co, mu, ni, ca, REE. Quando ero piccolo, non si comunicava forse? O forse si era più pazienti e non si aveva tutta questa inutile fretta.

“Ciao sono Gianni (musicista ndr) e mangio il gelato, ehehehehheheh” (in tonalità eliana). Ma quanto è divertente respirare l’elio per poi parlare con una vocina da cartone animato? Grazie Gianni (gelatiere ndr), grazie.

“Grazie di tutto, ottimo il suo frappé”. Ci congediamo da Gianni (gelatiere ndr). Ancora due canzoni, le ultime e poi andiamo. Dopo la pausa, la ressa di prima non c’è più, così come sono diminuiti i palloncini. Semplice, sono stati bravi a pubblicizzare l’evento, è così che si fa. La gente sta venendo in gelateria. Speriamo che ci seguano in gelateria. Suoniamo all’uscita delle scuole materne ed elementari, che sono situate vicino alla gelateria. Si, siamo arrivati. Ore 15:30, puntuali in gelateria. “Puccia, dove sono gli altri? Scendono. Non voglio arrivare tardi. Qua a Vittorio le maestre sono puntuali e non aspettano di certo noi.“

“No, che forte!” Gianni (gelatiere ndr) ha comprato l’elio per gonfiare i palloncini. Mi metto subito all’opera, ma non è facile prendere confidenza con questa bombola di elio. La moglie di Gianni (gelatiere ndr)è preoccupata che il figlio se la finisca tutta, per fare le vocine. Ma no, stia tranquilla. La gelateria non è in centro, ma è molto bella. Tanti gusti, coni, coppette, ricoperti, mignon, gelatine, frappé, frame e fraté. “Piacere sono Andrea di Mec3, eccoci qua, ready to paaarty?”

Partenza verso Vittorio, meno male che oggi facciamo pochi chilometri. Mannaggia a quella pizza di ieri sera, stanotte mi sono svegliato tre volte per bere. Apro gli occhi.

Buongiorno Gianni (musicista ndr), buongiorno.



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