martedì 18 maggio 2010

16 maggio Piove di Sacco Gelateria Dolcecono

di sera leoni, al mattino...
 
“Ragazzi, sveglia, la signora dell’hotel rompe. Dobbiamo lasciare le camere”. Che ore sono? Caspita le nove e mezza, tre ore scarse di sonno. Che rottura.
Ieri sera ci abbiamo dato dentro, come si chiamava quella tipa spagnola? Ah sì, Maria, Maria l’erasmus. La serata era già cominciata bene, aperitivo in centro a Padova, concerto gratuito di Dente al liceo (sembrava di essere tornati studentelli) e poi nottata al fishmarket. Abbiamo avuto anche il momento di trasgressione, o meglio definibile di errore. Prima regola di un locale notturno: mai arrivare troppo presto, ma neanche troppo tardi. Nella prima ipotesi si passerebbe da sfigati o da quelli che hanno la riduzione per pagare poco, nel secondo caso ci sarebbe una fila interminabile e si rischierebbe di rimanere fuori. Erano le ventitre e trenta, troppo presto per andare al fishmarket. “Andiamo a bere qualcosa, qua vicino, ci sarà pur qualche locale” proposi io. Infatti, di lì a poco ci è apparso un locale dall’insegna carina e pieno di gente fuori che fumava. “Fermiamoci, un drink e via”. Di gente c’era, eccome, monotematica, ma c’era. Un locale gay.
Ad ogni modo, ci siamo divertiti al fishmarket. Cacco e il Bino in piena forma, battaglieri e sempre sul pezzo. Dario instancabile on the dance floor. Il Puccia in fase programmazione per il week end di fine tour.
Faccio la valigia e parto, ancora con un po’ di stordimento, verso Piove di Sacco. Per fortuna oggi c’è il sole. La gelateria si trova proprio alle porte della piazza principale e in questa domenica soleggiata le vie sono chiuse per una festa dei commercianti della città. I ragazzi suoneranno fra altri musicisti, giocolieri e donne serpente. Con il primo sole, tanto atteso, la gente ha davvero voglia di gelato.
È stata una bella giornata, anche se un po’ faticosa. È sera ed ognuno di noi se ne torna a casa. Ciao ragazzi, ci rivedremo martedì per passare l’ultima settimana insieme di questo nostro tour.  Non ci voglio pensare.

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