martedì 4 maggio 2010

02-03 maggio Torino Gelateria Ciacci Il gelato firmato e Capitale del Regno Sabaudo e d’Italia



I love gelato ha perso il suo cuore qua a Torino

“La senti?” chiedo io a Matteo “Non la respirate? È dentro di voi. Ad ogni passo che fate, si sente sempre di più. Lasciatevi trasportare dal fascino aristocratico di questa città, dai suoi palazzi, dai suoi musei, dalle insegne retrò dei suoi negozi. Le caffetterie del centro e i portici di piazza Vittorio, passion lives here.

Domenica  02 maggio

Adoro Torino anche se oggi piove e anche se fa freddo. Arrivo in largo anticipo in città. La Megane lascia dietro di sé la A4 per poi approdare in corso Belgio. Oggi c’è il papa in città, in occasione della sua visita al duomo per l’ostensione della sindone, celebrerà messa in piazza San Carlo. Verrà poi a mangiarsi un gelato da noi? Tanto volendo il tempo ce l’avrebbe, anche i soldi.

Oggi, tempo permettendo, suoneremo in due punti vendita di Ciacci,nota gelateria della città sabauda. Arrivo in gelateria verso le undici e ad attendermi ci sono già Stefano e Cristian con sua moglie. Iniziamo ad addobbare la gelateria nell’attesa che si facciano le tre. Oggi suoneremo presto, abbiamo paura che inizi il diluvio preannunciato dalla televisione. Danno tempo brutto fino a domenica, dicono, speriamo di no, dico io. L’attesa è un continuo gonfiare un palloncino per poi uscire dal locale e alzare lo sguardo al cielo grigio di Torino.
“Eccoli sono arrivati”. Dai, suoniamo subito. Due pezzi e ci incamminiamo verso l’altro punto vendita. Il tempo di fare alcune canzoni per dei bambini nel parco e poi via. Sembra una lotta contro il tempo: il coro corridore versus il cielo tempestoso. Ad attenderci in corso Belgio diverse persone. Suoniamo per un’oretta poi iniziamo ad avvertire le prime gocce. “Via, via, ritorniamo in via Oropa, prima che piova”. Allora organizziamoci, Dario e Puccia con me in macchina del signore Gino, gli altri sul furgone di Cristian.
Ritornati alla base suoniamo senza sosta. Dopo circa mezz’ora dobbiamo rifugiarci. Eccola, puntuale, scrosciante e battente.

Nonostante la maledetta, abbiamo fatto festa. La gente è venuta, si è affacciata dai balconi dei palazzi limitrofi, ha ballato. I bambini hanno avuto il loro cono e il loro palloncino. Siamo contenti e lo è anche Cristian. I love gelato tour musicale è anche questo.

La serata la passiamo in centro. Causa pioggia tutti i locali sono semideserti, ma è una buona occasione per  godere delle bellezze della città nel silenzio e nel fascino della notte.

Lunedì 03 maggio

Mattinata all’insegna dei musei e senza pioggia. Pomeriggio, invece, sotto la pioggia e bloccati nel traffico a causa di un incidente sul corso Margherita. Stasera si cena in un buon giapponese del centro, ha prenotato Dario. Per fortuna ha prenotato tardi, con questo traffico non saremmo mai arrivati in tempo. Il locale è molto bello e il Cacco passa tutta la cena a esaltarsi per ogni cosa che il cameriere ci porta. I dessert del ristorante mi offrono lo spunto per la creazione di un nuovo prodotto per il mercato cinese, per ovvie ragioni di copyright la ricetta non ve la espongo. Al rientro in hotel cerchiamo un bar aperto nella speranza di bere il bicerìn, noto liquore torinese alla gianduia. Rassegnati dalla ricerca invano, propongo una gita notturna a Superga per vedere la città dall’alto.
Una volta arrivati in cima, ci accorgiamo che il piazzale della basilica di Superga durante le notti piovose e di foschia è un romantico luogo per scambi di effusioni. Ad ogni modo, non ho fatto tutta ‘sta fatica per rimanere in macchina, e caspita è un luogo pubblico! Scendiamo e ci avviciniamo alla ringhiera del belvedere. Dietro di noi scende un ragazzo da una macchina e si avvicina ad un’altra macchina: “scusa, non è che per caso hai una pila per la batteria?”. Strana scusa per attaccare bottone, penso io. Mi volto e noto che sul retro della Megane non c’è più il cuore rosso della scritta I love gelato. 


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