domenica 18 aprile 2010

16 aprile 2010 S. Valentino Torio (SA) Gelateria Dolci Capricci


La croce del Cristo si è fermata a Poggiomarino

“E tu cosa vuoi?”, “Dovrei alloggiare qua per questa notte” rispondo io, “Cosa cerchi, che vuoi?” mi fa un ragazzo sulla trentina con un forte accento da paese dell’est Europa.
Parcheggio la macchina, giro l’angolo e vedo l’ingresso dell’hotel. “Padrone! È arrivato l’altro ragazzo”. Dal retro di un separé sbuca un uomo sulla sessantina che mi chiede il documento e mi consegna le chiavi della camera. Un forte odore di candeggina impregna l’aria. Dalla stessa apertura dalla quale è sbucato l’uomo, riesco a scorgere il ragazzo di prima e quattro signore ucraine, moldave o bulgare, non so; tutte intente a mangiare allo stesso tavolo.  Salgo le scale e mi appare Dario, lo guardo con aria preoccupata mista a rassegnazione.
Chiedo se qualcuno abbia voglia di venire a mangiare qualcosa, Frei si offre di accompagnarmi. Percorriamo la via dell’hotel alla ricerca di una pizzeria, rosticceria o di un qualsiasi locale che possa offrirci del cibo. Intorno noi un paese ingiallito, trascurato, sofferente. Ci troviamo a Poggiomarino. Due ragazzi ci indicano una pizzeria aperta anche a mezzogiorno. La troviamo e ordiniamo due tranci di pizza e ci sediamo. Locale nuovo rispetto alla media del paese. La mia attenzione è catturata da un crocifisso al quale manca la croce; sono riusciti a rubare persino la croce di un Cristo appeso al muro, penso. Paghiamo ed usciamo. Accompagno Frei a bere un caffè. Si infila nel primo bar che trova. Una piccola televisione sta trasmettendo un vecchio film con Raimondo Vianello e Ugo Tognazzi. Al bancone del bar un uomo di mezza età, lo sguardo perso nel vuoto, malvestito e poco curato. Dietro al bancone un signore sulla sessantina, il proprietario del bar, appisolato su una malandata sdraio. Appena salutiamo si riassesta e ci porge un sorriso. Chiediamo il caffè e lui si scusa per essersi appisolato. Nelle vetrinette liquori ingialliti e bottiglie semivuote. Un piccolo frigorifero di succhi di frutta alle spalle dell’uomo, guasto. Di fianco un nuovo espositore con ovetti Kinder di un bianco e rosso brillanti, da stonare con il resto dell’arredamento. “Cosa le devo” chiede Frei; “sette” risponde l’anziano. Frei non ha moneta, gli porgo un euro e usciamo.
Ore 15.30 siamo pronti. Saliamo tutti sul pulmino e ci dirigiamo a San Valentino, dove si terrà lo spettacolo. Elia, un giovane gelatiere, ha preparato tutto: piccoli gadget per i bambini, palloncini e tanto buon gelato. La gelateria è piccolina, ma con due belle vetrine: una di gelato e l’altra di biscotti gelato, coni, cialde e monoporzioni. Appena arrivati, neanche il tempo di posare gli strumenti e una pattuglia della municipale ci ferma davanti alla gelateria e parla con Elia, chiede il mio aiuto. Davanti a me due poliziotti che fanno da cornice a un terzo in borghese che ci vieta di effettuare lo spettacolo per le vie del paese. Inizio una discussione che mi rende particolarmente nervoso.
Poco importa, decidiamo di esibirci nel cortiletto privato del palazzo. Carico i ragazzi perché abbiamo una missione, soddisfare i clienti della gelateria. Da lì a poco una marea di bambini e mamme affollano la gelateria. La fila aumenta man mano che suoniamo. Davanti a noi bambini che ballano, scherzano e giocano con i palloncini. Non sto dietro a dare via palloncini e gadget ai bambini.
Dopo due ore di musica ci concediamo una pausa nel bar a fianco. Avvicinare Elia e la sua collaboratrice si rivela un’impresa ardua, ancora una folla oceanica di bambini sta facendo la fila. Riusciamo a fare una foto ricordo e ci congediamo. Quanta gente in gelateria, tanta. 
Ritorniamo al nostro hotel 0 stelle. Doccia al volo e poi cenetta in un ristorante della zona. Anche stasera i fuochi di artificio. Che il napoletano fosse famoso per i botti si sapeva, ma non avrei mai immaginato così tanta attività nel mese di aprile. Si dice che qua a Napoli, si sparano dei fuochi di artificio ogni volta che una partita di droga arriva sana e salva a destinazione o un ex-galeotto ritorna in familia. Inoltre esistono porte in cui attraverso spioncini si mettono i soldi e fuoriescono dosi di erba ed haschish; una sorta di distributori automatici. Sarà vero? A noi ce lo hanno detto.
Esco in balcone, davanti a me il Vesuvio. Penso a Pompei ed Ercolano. Chiudo gli scuretti della mia camera e in pochi attimi sono altrove.    

6 commenti:

  1. come si chiama il cantante? E' fighissimo!!!!!!!!!!!

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  2. quando arrivate a Rizzone vi aspettano milllllle foto!

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  3. Allora cerchiamo di mantenerci integri, visto che è l'ultima data..

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  4. Bellissima festa! ma i love gelato è anche un gusto di gelato?

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  5. No i love gelato significa dire sì al buon gelato artigianale, fresco, genuino e fatto con materie prime di alta qualità. Qualsiasi gusto è i love gelato

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