venerdì 16 aprile 2010

15 aprile 2010 Afragola Gelateria La scimmietta 2


Coro Corridore 2 : pioggia 0
Cava de’ Tirreni, meglio conosciuta come il pisciatoio d’Italia, piove sempre. Tranne ieri penso.
Mi sveglio con un tempo tipico dell’autunno delle mie parti, nebbia, pioggerellina e freddo. Andiamo bene penso. Per tranquillizzarmi chiamo Antonio, il proprietario della gelateria in cui suoneremo oggi e mi assicura che ad Afragola non piove. Sììììììììììììììììììììììììì. Arrivo a destinazione e piove.
Insieme ai ragazzi alloggio nell’unico hotel di Afragola, almeno credo. Un breve pranzo con Dario, prenotazione del traghetto per la nostra tappa all’Elba e verso le tre di pomeriggio decido di dirigermi in gelateria. Al mio arrivo avevo messo la macchina nel garage dell’hotel. Scendo le scale e scopro che essa è bloccata da una decina di altre macchine. Che strano. Salendo le scale vedo un signore basso e calvo, non propriamente definibile un marcantonio, che sale in camera con una bella donna. Mi guardo intorno, ascolto e capisco il perché di così tante macchine nel garage. Il gestore dell’albergo si offre di accompagnarmi in gelateria.
Salgo in macchina e senza pensarci, con un gesto automatico mi allaccio le cinture di sicurezza. Il signore mi guarda e con voce rassicurante mi dice che non è necessario farlo. Gli spiego che se dovessimo fare un incidente anche se in centro urbano a cinquanta all’ora, l’airbag scoppierebbe e potrei farmi del male. Il signore sempre con voce rassicurante mi dice che qua a Napoli certe cose, ovvero gli incidenti, fanno in modo che non accadano.
Arrivo in gelateria e conosco Antonio, il proprietario di questo enorme locale. Sin da subito capisco che davanti a me non ho un gelataio, bensì un gelatiere. Un uomo che sa cosa significa offrire un prodotto di qualità e un servizio al cliente, insomma uno che la vede lunga, per dirla in parole povere. Nell’attesa che arrivino i ragazzi, parliamo di tante cose e conosco il suo staff, persone molto simpatiche. Un bel clima, allegria, serenità e tanto lavoro. Mi sembra di stare in Mec3.
Verso le cinque iniziamo a suonare per le vie di Afragola. Man mano che giriamo vie e vicoli, penso che la gelateria in cui suoniamo oggi sia un’oasi nel deserto. Torniamo nel locale ed eseguiamo i nostri pezzi. Tutto perfetto, Antonio nelle pause ci offre gelati e birre e si ferma a parlare con noi. Verso le otto eseguiamo gli ultimi pezzi all’interno del locale per il suo staff, ci congediamo, facendoci consigliare un posto in cui andare a mangiare.
Antonio ci raccomanda per un locale a Giugliano. Breve sosta in hotel e partiamo verso il ristorante. Il navigatore non trova la località, ma non è colpa sua. Colpa di una generazione di maestre e maestri che ai bambini delle elementari insegnano che Giuliana e Giuliano non si scrivono con la glieu, ma solo con la elle. Evidentemente qua non è così.
Mangiamo divinamente, tutto ottimo. Io perdo la testa per l’ascensore che ti porta ai servizi igienici.
Torniamo in albergo ed è già mezzanotte passata, non riusciamo mai a far un orario, come avrebbe detto mia nonna, da cristiani. Poi che cosa significasse, non lo capisco ancora oggi? Perché solo i cristiani adottano stile e abitudini di vita considerate dalla società normali? Oppure è nel termine stesso di società che bisogna trovare la chiave di lettura di questo detto? Infondo nessuno può negare le radici cristiane del popolo italiano. Ad ogni modo sin da adolescente, quando scrivevo le lettere d’amore alle mie prime ragazze, ho sempre ritenuto che solamente di notte le idee migliori prendono forma e i pensieri vengono espressi in concetti chiari. Per questo motivo decido di scrivere al blog. Ma mi accorgo di non avere più sedici anni e avverto una certa stanchezza. Domani ci aspetta l’ultima tappa Campana e poi andremo nel Lazio. Stasera a cena mi ero soffermato a leggere l’etichetta della bottiglia di vino che avevamo a tavola, diceva un vino morbido dalle tonalità aromatiche dei frutti e delle erbe. Poche volte mi è capitato di annusare il vino, o meglio, lo faccio sempre ma raramente mi soffermo su questo gesto. Ultimamente indugio poco su tutto, ma credo che sia il prezzo da pagare dell’uomo del ventunesimo secolo. Siamo sempre proiettati a velocità massima nelle ore delle nostre giornate.  Penso a cosa porterò con me di questa Campania. Il ricordo di un regione immersa da tanti problemi, ma fatta anche di tante persone oneste e lavoratrici. Mi auguro che le cose che non vanno possano cambiare, me lo auguro proprio per queste persone.
Notte e I love gelato a tutti


2 commenti:

  1. Bellissima festa, grazie per avere fatto divertire i miei bambini. Siete un gruppo simpatico e genuino. I gelati erano fantastici. Spero tornerete presto

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  2. Grazie, queste cose ci rendono felici

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